I prodotti a lunga scadenza (parte 2)
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Riprendendo il discorso iniziato in questo articolo [Aggiustare link a parte 1]… relativamente ai prodotti a lunga scadenza andiamo ad analizzare ulteriori elementi.
Il primo elemento che mi sembra di maggiore interesse è la considerazione del fatto che anche se il prodotto non ha una scadenza breve, non vuol dire che dobbiamo riempirci casa di quel prodotto. Quando inizieremo a discutere del “ritorno dell’offerta” sarà molto più facile acquistare la giusta quantità di prodotto fino alla prossima offerta iniziando per eccesso fino a trovare il perfetto equilibiro tra scorta e rifornimento del prodotto; ma come abbiamo già detto in un precedente articolo questo è un discorso abbastanza complicato.
Prima di diventare esperti rifornitori del prodotto, possiamo utilizzare il modulo presente in questo articolo [link a 'il problema dei prezzi'] per segnare la quantità di prodotto acquistato e verificare di quanto abbiamo sbagliato la previsione sulla prossima offerta.
Altro elemento di alcuni prodotti a lunga scadenza (in realtà anche di altri prodotti) è la confezione. Bisogna organizzare in maniera opportuna lo spazio presente nella nostra casa per contenere le scorte acquistate al fine di evitare che per un cattivo “posizionamento” possa andare rotta qualche bottiglia di olio o qualche pacco di farina.
Il consiglio in questo caso è di posizionare i prodotti più facilmete soggetti a rottura dietro agli altri in modo da evitare problemi; inoltre potrebbe essere comodo disporre i prodotti in base al consumo e quindi prendere facilmente quelli che ci occorreranno per primi.
Dopo questa piccola parentesi sull’organizzazione degli spazi, torniamo al nostro argomento di base quello, appunto, dei prodotti a lunga scadenza.
Se facciamo un analisi dei costi di questi prodotti, notiamo che difficilmente (eccezioni sono il tonno, qualche volta l’olio di oliva ed altri pochi prodotti) vengono venduti a buon prezzo nel senso che il risparmio è il più delle volte molto basso e per avere senso una scorta bisogna prendere una discreta quantità di prodotto.
Il consiglio per il momento è quello di acquistare almeno la metà della quantità di prodotto che vi occorre nell’arco dei prossimi 6 mesi (si ipotizza che la prossima offerta sia non prima dell’anno) o al massimo, ottimisticamente, acquistare il quantitativo che utilizziamo in 6 mesi (considerando questo il periodo della prosiima offerta).
Ci sarebbe molto altro da dire sui prodotti a lunga scadenza e magari scriverò qualche altro articolo per approfondire maggiormente l’argomento.
Come sempre siete invitati ad inviare i vostri commenti in modo da poter affinare quanto scritto.
A presto
I prodotti a lunga scadenza (Parte 1)
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Continuiamo il discorso delle “Scorte” considerano i prodotti a lunga scadenza, quindi quelle tipologie di prodotti che per loro caratteristica hanno una scadenza di oltre i sei mesi.
Una scadenza di almeno 6 mesi (ovviamente dalla data di acquisto) è già un buon prodotto per le scorte. In questa tipologia di prodotti possiamo inserire ad esempio:
- La pasta
- il Tonno
- i Dadi per il brodo
- La marmellata
- Olio D’Oliva
Ma anche prodotti come
- Ketchup
- Alcuni tipi di biscotti
- La farina
e soprattutto pomodori passati e pelati (in genere venduti in lattina ed in vetro; quelli in cartone non saprei)
L’elenco non è completo, sarà aggiornato man mano in questo stesso articolo; comunque bisogna notare che tra i vari prodotti elencati ve ne sono alcuni per i quali è necessario un buon sistema di conservazione (In genere bastano ambienti poco umidi e non molto caldi) altri prodotti, anche se si conservano a lungo, una volta aperti vanno consumati in tempi ragionevoli e mantenuti in frigorifero (di solito è scritto sulle confezioni).
Altro elemento da considerare per determinati prodotti (es. marmellata, biscotti ma anche altri non elencati) è il tempo di esaurimento del prodotto una volta aperto. Se questo tempo è molto elevato, il prodotto anche se conservato nella giusta maniera potrebbe subire qualche variazione (anche senza andare in deperimento).
L’errore che in qualche caso si fa ad esempio, è quello di acquistare pacchi di biscotti di formato molto grande (2,3…5 kg) e tenerli aperti nel mobile di cucina per un periodo lungo. Quello che succede in questi casi è che il biscotto anche se mantiene il suo stato di qualità, va incontro ad una variazione di consistenza (diviene di solito molle). Noi pensiamo che il prodotto non sia più buono ma in realtà è solo non più “fresco” in realtà possiamo continuare a mangiarlo senza problemi ma di solito vanno buttati via.
Con questo voglio dire che le scorte vanno sicuramente commisurate ai consumi anche per i prodotti a lunga scadenza. Bisogna definire che una volta aperti vanno consumati nel minor tempo possibile.
Questa non è una situazione che va a nostro favore in quanto la maggior parte delle offerte sono su formati molto grandi per cui potrebbe essere difficile trovare un pacco di biscotti in formato piccolo a buon prezzo mentre facilmente troviamo un pacco di biscotti da 5 Kg in offerta.
Una soluzione al problema potrebbe essere quella di conservare una parte del prodotto in buste di plastica dalle quali facciamo uscire tutta l’aria (simulando un sottovuoto) o meglio ancora utilizzare macchinette apposite per la realizzazione del sottovuoto.
In genere questa soluzione lascia freschezza al prodotto come quando è all’interno della confezione prima dell’apertura.
Chiudo qui la prima parte di questo articolo.
Alla prossima
Scorte, quando e quanto acquistare
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Quando troviamo una buona offerta all’interno di uno dei qualsiasi punti vendita in cui siamo abituati a fare la spesa, si pensa sempre di farsi una scorta. Ma quali prodotti sono i migliori per le scorte? Quali acquistare, quali no e perchè?
Sembrano domande molto complicate ma pensandoci un poco non è molto difficile.
In primo luogo dovremo rispondere ad alcune domande tipo:
1) Che quantità del prodotto in offerta utilizzo?
2) Quanto tempo impiego per consumare quel particolare formato di prodotto (Es. biscotti da 1 Kg. consumati in una settimana)
3) Mi piacciono veramente oppure si ha voglia di cambiare di tanto in tanto?
Dopo aver risposto a queste domande bisogna controllare scrupolosamente la data di scadenza dell’offerta e definire se la quantità di prodotto che voglio acquistare può essere conservata (aperto, confezionato) fino a quella data.
Anche se il risparmio effettivo dell’operazione di scorta può risultare minimo, un sistema del genere potrà permettere una migliore gestione della spesa.
Alla prossima.
Plastica, carta e prodotti non deperibili
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Continuando sull’argomento delle scorte, abbandonando per ora il problema del ritorno dell’offerta, soffermiamoci su alcuni prodotti che sicuramente possono essere oggetto di scorte.
Alcuni prodotti, data la loro proprietà di “Non deperibilità” possono essere tranquillamente acquistati anche in quantità elevate (specie se le offerte sono molto convenienti).
Piatti, bicchieri e tovaglioli di carta sono prodotti che, se utilizzati, in una casa sono sempre acquistati, occupano uno spazio abbastanza ristretto e se mantenuti in luoghi non molto umidi non hanno problemi di conservazione.
Questi prodotti non scadono, non cambiano nel tempo e non hanno diverse profumazioni o aromi per cui una volta trovato il prodotto che soddisfa le nostre esigenze (in realtà qualche differenza esiste ma ne parliamo in altro articolo) è possibile anche acquistare “Cartoni” di prodotto (sempre se la situazione economica del momento lo permette e la percentuale di risparmio è soddisfacente).
Anche la carta igienica risponde al principio della “Non deperibilità” ma in questo caso lo spazio occupato è maggiore per cui ci occorre anche un discreto spazio per contenere le scorte.
Altri prodotti che hanno la caratteristica di non essere deperibili sono ovatta, garze, cerotti ecc… ma questi prodotti difficilmente li troviamo in offerta e per lo più speriamo di non averne bisogno quindi (anche per scaramanzia) evitiamo di acquistarne in grande quantità.
Un buon esercizio potrebbe essere quello di elencare (anche su un semplice foglio di carta) tutti i prodotti che utilizziamo più di frequente e che hanno la caratteristica della “Non deperibilità” in modo da definire quelli utili per effettuare le scorte e mettersi alla ricerca di una buona offerta.
Alla prossima
Il problema delle scorte
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Le scorte intese come in un precedente articolo sono una attività molto importante per poter fare intelligentemente la spesa ma hanno qualche piccolo problema.
Il primo problema e forse il più importante è quello relativo alla disponibilità economica del momento. Non sempre abbiamo la forza economica per acquistare un grande quantitativo di prodotto anche se il prezzo è molto conveniente.
A questo problema bisogna rispondere con alcune domande:
1) Consumiamo abitualmente questo prodotto ed in che quantità?
2) Qual è la percentuale di sconto nel momento in cui intendiamo fare la spesa?
se entrambe le risposte producono numeri alti (Grande quantità e sconto elevato) allora bisogna fare in modo di acquistare il prodotto in grande quantità questo perchè comunque domani andremo ad acquistare lo stesso prodotto e pagheremo di più.
Purtroppo la precedente affermazione non è sempre valida e bisogna fare una distinzione tra i prodotti a lunga scadenza ed a breve scadenza; infatti non possiamo fare una scorta di prodotti con scadenza breve altrimenti rischiamo di non riuscire a consumare il prodotto prima della scadenza spendendo più del normale (in quanto il prodotto sarebbe buttato via).
Differentemente i prodotti a lunga scadenza (Tipo il tonno, l’olio ecc…) possono (dovrebbero) essere acquistati in grande quantità (ovviamente sempre rispettando il rapporto tra consumi e tempi di scadenza.
Un altro problema delle scorte è quello relativo al ritorno dell’offerta.
Noi non sappiamo quando ci sarà una nuova offerta (magari più vantaggiosa anche in un altro punto vendita) dello stesso prodotto per cui potremo trovarci nella situazione di aver speso di più facendo la scorta. Faccio un piccolo esempio:
Oggi acquisto 10 confezioni di tonno a 50 centesimi l’uno.
Tra due giorni mi rendo conto che un altro punto vendita ha lo stesso tonno a 45 centesimi.
Avendo acquistato già una certa quantità (i numeri sono solo esemplificativi) ho speso 50 centesimi in più sulle 10 confezioni e questo solo perchè non potevo sapere che nell’altro punto vendita vi sarebbe stata una nuova offerta sul prodotto.
Purtroppo questo tipo di attività è molto complicata (Si potrebbe cercare insieme una soluzione); in alcuni casi potrebbe essere interessante acquistare una buona quantità di prodotto anche con la nuova offerta (in modo da ammortizzare la differenza tra la prima e la seconda offerta) ma questo è sempre in dipendenza della data di scadenza dello stesso prodotto.
Continuerò a parlare del problema delle scorte anche in successivi articoli proponendo possibilmente qualche soluzione ai diversi quesiti.
Alla prossima
Il problema dei prezzi…
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… Ovvero come ricordare l’ultimo prezzo di acquisto per un particolare prodotto.
Questo è un problema che ho da sempre e credo abbiano molte persone che fanno la spesa in diversi punti vendita. Il sistema migliore potrebbe essere quello di conservare gli scontrini per poi andare a verificare lo storico degli acquisti; ma molti punti vendita emettono gli scontrini senza una reale specifica dell’acquisto effettuato (prodotto, peso ecc…).
Un modo alternativo potrebbe essere quello di annotare a mano o utilizzando il nostro amato PC (anche un documento di testo può andare bene) il prodotto acquistato, il punto vendita, le caratteristiche (peso, confezione ecc…) la data di acquisto ed infine il prezzo. Di tanto in tanto potrebbe essere utile aggiungere qualche nota relativa al prodotto o all’offerta (sempre che sia tale).
Può sembrare un’ attività molto stressante ma in realtà è molto semplice, veloce e soprattutto molto utile anche a distanza di qualche giorno.
Potrete finalmente dare una risposta alla fatidica domanda:
“Quanto ho pagato l’ultima volta il detersivo per i piatti?”
Una buona metodologia permetterà di inserire le informazioni in breve tempo e con utili risultati (per inserire un prodotto acquistato occorrono pochi secondi e può farlo chiunque).
Questo è il consiglio che vi do.
Ho preparato per voi questo semplice foglio di calcolo in formato Excel Scaricatelo e fatemi sapere se manca qualcosa.
Alla prossima
Carrefour 36° anniversario (seconda puntata)
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Secondo appuntamento per il 36° anniversario Carrefour.
Questa volta mi sono recato qualche giorno dopo l’inizio della promozione per vedere se effettivamente riuscivo a trovare tutto ciò che volevo acquistare. Sono rimasto abbastanza sorpreso dal fatto che alcune buone offerte erano ancora disponibili ed anche in grande quantità.
Ovviamente non parlerò delle cose positive (non intendo in alcun modo fare pubblicità alla catena) anche perchè più che positive, dovrebbero essere nella normalità (l’anormale è quando le offerte non le trovo).
E’ la seconda volta che mi reco alla carrefour per acquistare un blister di prodotti per il lavaggio dei piatti ed è la seconda volta che al posto del blister trovo i prodotti sfusi (con prezzo totale, ovviamente, diverso rispetto a quello del blister) per cui ho evitato di prenderlo anche perchè il prezzo del prodotto singolo non era affatto a “Buon mercato”.
Ho osservato con molta simpatia il fatto che prodotti non in offerta erano in prima linea (prodotti con nomi uguali ma adatti ad altri usi) mentre il prodotto in offerta era tanto nascosto che quasi non riuscivo a comperarlo ma questa è una realtà molto comune all’interno della GDO.
Un’informazione importante che sono riuscito ad ottenere è stata quella relativa al formaggio grattugiato; il grana (prodotto da volantino) era in offerta a pezzi da 300-500 gr. e quando ho chiesto se potevano grattuggiarlo mi è stato gentilmente risposto in maniera negativa. Lo stesso grana, grattugiato, era venduto ad un prezzo molto, molto più alto per cui o prendevo il pezzo intero e lo grattugiavo a casa oppure nulla…
Ovviamente il prezzo del grattugiato era di molto superiore alla media quindi non vi era alcuna convenienza nell’offerta.
La convenienza o meno di questo acquisto, mi è costato dei calcoli rapidi che, purtroppo, non tutti sono abituati a fare quando si fa la spesa (ovviamente parlo di chi non li fa) quindi immagino che una discreta percentuale di persone acquistino il grattugiato per evitare la fatica di farlo a casa (nulla da dire se non che il prezzo del servizio era molto elevato).
Ora, forse, sono senza grattugiato ma questo è un altro problema; colpa mia perchè ho aspettato che terminasse prima di acquistarlo.
Per quanto riguarda le rimanenze di magazzino incontrate nella precedente puntata, beh erano sempre lì ma a prezzo pieno per cui il consiglio è quello di non acquistare prodotti presenti sul precedente volantino.
Indiana Jones era sempre lì; oggi ho vinto un biglietto ed un frisby; ovviamente il biglietto omaggio me ne costerà uno a pagamento (quello è l’obiettivo del concorso) vedrò il film ma forse soltanto per non “Buttare” un biglietto vinto; l’idea potrebbe essere quella di rivenderlo (non essendo “non cedibile”).
Un solo consiglio posso darvi dalla mia esperienza di oggi…
Attenzione alle confezioni “famiglia” perchè le scadenze sono molto vicine anche se in realtà il prezzo è appetibile.
Nel complesso questa seconda puntata è stata abbastanza positiva (forse perchè uno degli obiettivi è anche quello di presentare Indiana Jones) comunque non possiamo lamentarci.
Questa è ovviamente una mia esperienza se qualcuno vuole condividere la propria questo spazio è a disposizione.
Alla prossima
Carrefour 36° anniversario
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Oggi mi sono recato al carrefour di Napoli (Casoria) in occasione del “36° anniversario Carrefour”.
Questo anniversario è all’insegna di “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” l’ultimo file della saga; diciamo pure un buon sistema per attirare le diverse generazioni dei meno adulti; comunque cosa positiva specie se la sponsorizzazione permette di distribuire premi (tra cui biglietti per il film fino ad un buono spesa di 50 €). Inutile dire che a causa del concorso molta gente si accalcava ai Box informativi per ritirare i premi quindi richiedere informazioni era pressocchè impossibile.
Non ho fatto una comparazione di tutti i volantini d’Italia relativi a questo anniversario ma immagino che le offerte proposte siano a livello Nazionale (Quindi valide in tutti i P.V. d’Italia).
Buone alcune offerte che io definisco “Di richiamo” per i consumatori e, considerando che oggi è soltanto il secondo giorno di promozione, sono riuscito a trovare tutto ciò che avevo intenzione di acquistare (Considerate che ho acquistato un totale di 6 prodotti e questo lascia immaginare che non sia tutto veramente a prezzi da “Capogiro”). Si, la pubblicità dice “Sconti fino al 50%” ma i prezzi iniziali su cui viene calcolato lo sconto sono abbastanza fuori mercato.
Per buone promozioni “Non tecnologiche” potete visitare questo sito (e considerando che le offerte sono Nazionali dovreste trovare le stesse anche nei P.V. della vostra zona).
Non precipitatevi a mettere prodotti a buon prezzo all’interno del carrello, prima controllate la data di scadenza; infatti ho notato che molti prodotti (non li ho controllati tutti ci sarebbe voluta tutta la giornata e anche più) sono rimanenze di magazzino (”Fondi di magazzino”) per cui non hanno scadenze a lungo termine (questo è un elemento molto importante da considerare sulle offerte “Di richiamo” in tutti i tipi di promozione). Il consiglio è quello di non lasciarsi catturare dall’”ottimo prezzo” potreste rischiare di dover buttare il prodotto per fine validità (vedi data di scadenza) oppure per prodotto avariato.
Un passaggio al reparto “Panificio” per acquistare il buon pane “tipo Pugliese”. Non trovandolo ho chiesto informazioni ad un incaricato del reparto; ho avuto la fortuna di incontrare proprio la persona che fa il pane internamente al P.V. il quale mi ha rivelato che la produzione interna di pane, in quel particolare P.V., era ferma e addirittura lui era in attesa di riposizionamento (cercherò di informarmi maggiormente sull’argomento) quindi niente pane pugliese.
Sulla strada verso le casse mi sono fermato al reparto “Frutta e verdura” ed ho preso un prodotto di riferimento a caso le carote.
Vi erano due tipi di carote: il primo tipo di Categoria I confezionata in vaschette di plastica anche abbastanza pesanti e doppie; il prezzo era di 0,99 € / Kg.
Più avanti vi erano le carote in busta Categoria II al prezzo di 0,79 € /Kg.
Bene abbiamo riscontrato una differenza di costo di 0,20 € al Kg ma non mi sono fermato qui in quanto le altre, quelle al prezzo maggiore, erano di categoria I; mi sono guardato intorno ed ho incontrato due soggetti che indossavano abiti interni della Carrefour ed ho chiesto se esisteva una tabella informativa per conoscere la differenza fra le varie categorie di frutta e verdura.
La risposta è stata che non esisteva alcuna tabella (in verità sembravano abbastanza sorpresi della domanda e dispiaciuti della loro risposta ma la cosa non cambia). Si, perchè io sono ignorante a riguardo e oggi fare il contadino non è più una cosa molto semplice :-).
Il “Box informazioni”, come vi dicevo prima, era impraticabile a causa di “Indiana Jones” quindi nessuna risposta; inutile dire che non ho acquistato le carote (anche perchè non mi occorrevano).
Spero di chiarirmi e di chiarirvi le idee circa le varie categorie di frutta e verdura prossimamente (se qualcuno ne sa qualcosa ce ne parli per favore).
In conclusione: inutile dire che non sono andato a fare la spesa (visto che ho acquistato solo 3 tipologie di prodotti); sono andato solo per evitare di non trovare più le offerte di interesse.
Prima di uscire ho assistito ad una scena molto simpatica alla cassa (ma che mi ha fatto di molto riflettere sull’argomento).
Dovete sapere che a Napoli, in certi momenti e per alcuni prodotti, i prezzi sono più bassi dei normali fornitori ed i proprietari dei piccoli negozi “di quartiere” hanno maggiore convenienza ad acquistare il prodotto alla Carrefour piuttosto che rifornirsi attraverso il normale fornitore. A tal riguardo, e dato che nei tempi passati si è assistito a molte risse tra commercianti vari, è stato fissato il numero massimo di pezzi acquistabili per persona (o meglio per scontrino). Uno di questi commercianti ha messo su una vera e propria “sceneggiata” facendo accorrere finanche il direttore del P.V. in quanto voleva acquistare più prodotti di quanti ne erano concessi. Dopo diversi minuti di “urla e scene” il direttore ha deciso di non chiamare la forza pubblica esterna e di autorizzare la vendita. Si, dovete sapere che, quando vi sono i limiti sui pezzi acquistabili, i registratori di cassa vengono programmati per quel numero e la cassiera non può far uscire più pezzi del programmato per ogni scontrino.
Inutile dire che i sistemi per portare fuori più pezzi esistono e vengono molto spesso utilizzati (più persone e quindi più scontrini; Acquisto numero massimo di pezzi, uscita, rientro ed acquisto nuovo quantitativo massimo di pezzi; altri sistemi molto ingegnosi…).
Il commerciante ha acquistato la sua merce, è uscito ed io sono andato a prendere un caffè al bar per poter prendere appunti per questo articolo.
Al ritorno ho assistito ad una nuova scena, questa volta molto più “rissosa” dello stesso commerciante che era rientrato per acquistare nuovamente prodotti.
Inutile dire che questa volta il direttore ha dovuto necessariamente far intervenire le forze dell’ordine che hanno scortato il “simpatico” commerciante fuori dai locali del supermercato.
Queste due “scenette” mi hanno fatto porre due domande:
1) Esistono leggi che permettono ad un P.V. di fissare un numero massimo di prodotti per Cliente? Cosa ne pensa a riguardo il Garante?
2) Se io rientro e riesco possono negarmi l’acquisto di prodotti solo perchè mi conoscono (considerando che pago normalmente la mia spesa)?
Quali soluzioni a queste domande? qualcuno ne sa qualcosa?
Io mi informerò.
Alla prossima
Rispettiamo l’ambiente e curiamo le tasche
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prendendo spunto dal decalogo stilato dalla Coldiretti in occasione dell’EARTH DAY ho considerato che la scelta di alcune “pratiche” nel fare la spesa possono salvare capri e cavoli o meglio ambiente e tasche.
Il decalogo della Coldiretti detta:
1. Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;
- Si perchè oltre a causare inquinamento dovuto dall’emissione di CO2 nella fase di trasporto, non subiscono l’aumento dovuto, appunto, dal trasporto ma anche dalla manodopera aggiuntiva per il trasporto. Infine essendo prodotti locali sappiamo cosa mangiamo!
2. scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;
- Il forte consumo di Energia, sappiamo che non è una cosa buona per l’ambiente e quindi per il pianeta ma neanche per le nostre tasche. Chi pensate paghi la conservazione dei prodotti e l’energia consumata? Avete mai fatto un confronto fra frutta di stagione e fuori stagione? Lo so che è bello mangiare il frutto preferito per tutto l’anno ma a quali costi? prima di acquistare frutta e/o non di stagione, pensate a cosa ne permette l’esistenza sugli scaffali dei supermercati.
3. ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;
- Potrebbe essere l’ideale; purtroppo in Italia, specie nel centro Sud non esistono mentalità di questo genere anche se di terre e coltivatori diretti ve ne sono molti; E’ certo che i passaggi di mano aumentano il costo del prodotto, fanno girare l’economia ma svuotano le nostre tasche.
4. privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi;
- A chi interessa se la frutta è venduta con o senza imballaggi? a noi di certo no! alla produzione ed alla vendita un pò di più. Acquistiamo, a volte, frutta o verdura confezionata magari anche in “vaschette” che poi buttiamo via una volta tornati a casa (o comunque dopo che abbiamo consumato l’alimento). Questa cosa da un lato inquina dall’altro ci costa (e ci costa anche molto). Fate un poco il calcolo dell’incidenza del costo del confezionamento sul prodotto finale…
5. acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;
- Anche qui la cosa non si fa molto semplice; dipende anche dall’utilizzo che si fa del prodotto che si acquista (anche perchè molte volte specie quando sono in offerta, molti prodotti non hanno scadenze a lunghissimo tempo). E’ chiaro che le confezioni famiglia fanno di molto risparmiare sulla spesa (almeno su base mensile) ma a volte, poi, si rischia di buttare una parte del prodotto in quanto scaduto oppure andato in deterioramento.
6. fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;
- Beh potrebbe essere la soluzione; Al Nord Italia questo avviene già in molti casi; Centro e Sud Italia hanno qualche piccolo problema. Di certo non aiutano le Associazioni di consumatori che, oltre a salvaguardare i diritti dei consumatori, potrebbero anche organizzare gruppi di spesa almeno tra i propri iscritti.
7. riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;
- Questa è una nota particolare. Avete mai fatto caso che a volte si va in un supermercato particolare per risparmiare pochi euro sulla spesa totale per poi ritrovarsi a pagare 5 centesimi una busta? Ho sempre considerato la cosa assurda anche perchè con tutto ciò che intascano i supermercati, potrebbero anche darle gratis. Qualche supermercato lo fa, a dire il vero, anche se le buste sono tanto fragili che non possono essere riutilizzate. Consideriamo anche il fatto che costa più un sacchetto per la raccolta dei rifiuti che un sacchetto dei supermercati perciò… Fatevi furbi!
8. ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;
- Per questo punto vi è da dire che gli elettrodomestici di classe “A” (quelli a più basso consumo energetico) costano un pò di più ma è un valido investimento sui consumi futuri. Elettrodomestici vecchi o di classe diversa possono essere ancora validi per l’utilizzo ma a conti fatti hanno una forte incidenza sulle “bollette” dell’Energia. Certo non è molto facile cambiare tutti gli elettrodomestici di casa ma almeno consideriamo che un corretto utilizzo, oltre a favorire l’ambiente, favorisce anche le tasche.
9. evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di plastica che consumano energia e inquinano l’ambiente;
- Si, corretto, almeno in parte. Se non servo con piatti di plastica, però, utilizzo acqua (altra risorsa che inizia a scarseggiare) detersivi (anch’essi inquinanti) e nel caso particolare delle lavastoviglie, consumo anche l’energia. Se a questo aggiungiamo che sono pratici e veloci beh sarebbe da fare 2 conti.
10. fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.
- Questo a poco a che fare con le tasche, a meno che l’Italia non si organizzi per fare in modo da diminuire la tassa sui rifiuti per favorire la raccolta differenziata. Comunque è un segno di civiltà. Questo significa rispettare noi, gli altri e la natura.
Come avete notato, anche se l’articolo è stato scritto in occasione dell’ EARTH DAY è possiile prendere spunti anche per la spesa di tutti i giorni (uhm… per la vita di tutti i giorni)
Ciao
Il giorno della spesa
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E’ sabato mattina, dopo una intensa settimana di lavoro cosa si fa oggi? pensiamo e ripensiamo e visto che partire oer il Week End non è possibile decidiamo di unire l’utile al dilettevole. Usciamo ed andiamo a fare una “passeggiata” nel più vicino centro commerciale così facciamo anche la spesa e portiamo a divertire i bambini.
Non conosco la percentuale ma immagino che in molte famiglie si verifichi questa situazione. Nulla da ridire sulla scelta del sabato mattina, se non abbiamo problemi di alcuna sorta (e parlo di buona economia e nessuna necessità di ottimizzare i costi. Senza neanche rendervene conto siete all’interno della ragnatela della Grande Distribuzione Organizzata. Grandi centri commerciali in cui è possibile trovare di tutto a partire dallo spazio “giostre” per i vostri bambini a finire al rilassante ristorante per evitare di cucinare a casa; prima di mangiare (ma anche dopo) è doveroso andare a fare la spesa almeno per la settimana altrimenti durante la settimana è stressante fare la spesa dopo il lavoro o nella “pausa pranzo”.
Quella descritta, è la soluzione meno adatta per affrontare il “giorno della spesa”. Sembra strano ma neanche uno dei punti elencati sono a nostro favore.
Se decidiamo di andare a fare la “passeggiata” e portare i bambini alle giostre meglio andare in un parco pubblico; per il ristorante, beh la scelta è molto vasta ed in molti luoghi si mangia meglio che all’interno di un centro commerciale. Fare la spesa è un’altra storia.
Non parliamo, poi, del portare i bambini con se; “tutti ma non i bambini quando si fa la spesa”.
La spesa prima o dopo il pranzo? Indifferente è errato in entrambi i casi.
Se abbiamo l’obiettivo di fare una “Spesa intelligente” dobbiamo seguire altre strade, dobbiamo decidere di fare la spesa. Come? Io dico la mia, voi ditemi cosa ne pensate.
Il giorno della spesa è un giorno molto particolare, è il giorno in cui combattiamo con i sistemi della GDO e dobbiamo cercare di portare tutto a nostro beneficio. Dico “cercare” perchè non sempre è possibile ed il più delle volte non riusciremo a sconfiggere il sistema ma almeno non rimarremo sconfitti in pieno.
La prima cosa da fare è decidere di andare a fare la spesa. Dove? beh questo dipende da momento a momento. per trovare il posto “più” adatto è necessario fare una delle seguenti attività (potrebbe portare via una mezz’ora ma andare a vostro beneficio):
- Preparate una lista delle cose che vi occorrono in casa (fatto?!)
- Prendete tutti i volantini cartacei che vi sono arrivati nella cassetta della posta
- controllate volantino per volantino i prodotti che sono presenti e se combaciano con ciò che vi occorre segnate il prezzo al fianco del prodotto nella lista
- per i volantini che vi mancano potete consultare i volantini presenti sul WEB (La maggioranza delle catene ne possiede uno) e l’elenco lo potete trovare su questo sito oppure se siete nella regione lazio a questo indirizzo.
- alla fine avrete un elenco di possibili punti vendita dove andare con il totale della spesa il posto più adatto dove fare la spesa basta osservare dove il costo totale è minore, ed il mistero è risolto.
Prima dicevo che è molto difficile sconfiggere il sistema ed ora vi spiego il perchè.
Sarà molto difficile trovare tutti i prodotti elencati nella lista in una sola catena di supermercati; a questo punto bisognerà fare un calcolo aggiuntivo cioè:
- Controllare in quale catena di supermercati è presente il numero maggiore di prodotti
- Definire approssimativamente il tempo (quindi costo auto, costi aggiuntivi) per raggiungere il luogo
In questo modo avrete trovato il luogo più adatto per la spesa (non di certo il migliore in assoluto).
Una cosa molto importante è definire le date di inizio e fine della promozione in quanto se la data di fine offerta è molto vicina o la data di inizio offerta è molto lontana, potreste non trovare tutti i prodotti elencati in volantino ed i vostri calcoli potrebbero essere falsati.
Per quanto riguarda i bambini… meglio che stiano a casa con i nonni
perchè? beh ne parliamo un’altra volta.
Ciao