Archivio per aprile, 2008
Carrefour 36° anniversario
Pubblicato da admin
Oggi mi sono recato al carrefour di Napoli (Casoria) in occasione del “36° anniversario Carrefour”.
Questo anniversario è all’insegna di “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” l’ultimo file della saga; diciamo pure un buon sistema per attirare le diverse generazioni dei meno adulti; comunque cosa positiva specie se la sponsorizzazione permette di distribuire premi (tra cui biglietti per il film fino ad un buono spesa di 50 €). Inutile dire che a causa del concorso molta gente si accalcava ai Box informativi per ritirare i premi quindi richiedere informazioni era pressocchè impossibile.
Non ho fatto una comparazione di tutti i volantini d’Italia relativi a questo anniversario ma immagino che le offerte proposte siano a livello Nazionale (Quindi valide in tutti i P.V. d’Italia).
Buone alcune offerte che io definisco “Di richiamo” per i consumatori e, considerando che oggi è soltanto il secondo giorno di promozione, sono riuscito a trovare tutto ciò che avevo intenzione di acquistare (Considerate che ho acquistato un totale di 6 prodotti e questo lascia immaginare che non sia tutto veramente a prezzi da “Capogiro”). Si, la pubblicità dice “Sconti fino al 50%” ma i prezzi iniziali su cui viene calcolato lo sconto sono abbastanza fuori mercato.
Per buone promozioni “Non tecnologiche” potete visitare questo sito (e considerando che le offerte sono Nazionali dovreste trovare le stesse anche nei P.V. della vostra zona).
Non precipitatevi a mettere prodotti a buon prezzo all’interno del carrello, prima controllate la data di scadenza; infatti ho notato che molti prodotti (non li ho controllati tutti ci sarebbe voluta tutta la giornata e anche più) sono rimanenze di magazzino (“Fondi di magazzino”) per cui non hanno scadenze a lungo termine (questo è un elemento molto importante da considerare sulle offerte “Di richiamo” in tutti i tipi di promozione). Il consiglio è quello di non lasciarsi catturare dall’”ottimo prezzo” potreste rischiare di dover buttare il prodotto per fine validità (vedi data di scadenza) oppure per prodotto avariato.
Un passaggio al reparto “Panificio” per acquistare il buon pane “tipo Pugliese”. Non trovandolo ho chiesto informazioni ad un incaricato del reparto; ho avuto la fortuna di incontrare proprio la persona che fa il pane internamente al P.V. il quale mi ha rivelato che la produzione interna di pane, in quel particolare P.V., era ferma e addirittura lui era in attesa di riposizionamento (cercherò di informarmi maggiormente sull’argomento) quindi niente pane pugliese.
Sulla strada verso le casse mi sono fermato al reparto “Frutta e verdura” ed ho preso un prodotto di riferimento a caso le carote.
Vi erano due tipi di carote: il primo tipo di Categoria I confezionata in vaschette di plastica anche abbastanza pesanti e doppie; il prezzo era di 0,99 € / Kg.
Più avanti vi erano le carote in busta Categoria II al prezzo di 0,79 € /Kg.
Bene abbiamo riscontrato una differenza di costo di 0,20 € al Kg ma non mi sono fermato qui in quanto le altre, quelle al prezzo maggiore, erano di categoria I; mi sono guardato intorno ed ho incontrato due soggetti che indossavano abiti interni della Carrefour ed ho chiesto se esisteva una tabella informativa per conoscere la differenza fra le varie categorie di frutta e verdura.
La risposta è stata che non esisteva alcuna tabella (in verità sembravano abbastanza sorpresi della domanda e dispiaciuti della loro risposta ma la cosa non cambia). Si, perchè io sono ignorante a riguardo e oggi fare il contadino non è più una cosa molto semplice
.
Il “Box informazioni”, come vi dicevo prima, era impraticabile a causa di “Indiana Jones” quindi nessuna risposta; inutile dire che non ho acquistato le carote (anche perchè non mi occorrevano).
Spero di chiarirmi e di chiarirvi le idee circa le varie categorie di frutta e verdura prossimamente (se qualcuno ne sa qualcosa ce ne parli per favore).
In conclusione: inutile dire che non sono andato a fare la spesa (visto che ho acquistato solo 3 tipologie di prodotti); sono andato solo per evitare di non trovare più le offerte di interesse.
Prima di uscire ho assistito ad una scena molto simpatica alla cassa (ma che mi ha fatto di molto riflettere sull’argomento).
Dovete sapere che a Napoli, in certi momenti e per alcuni prodotti, i prezzi sono più bassi dei normali fornitori ed i proprietari dei piccoli negozi “di quartiere” hanno maggiore convenienza ad acquistare il prodotto alla Carrefour piuttosto che rifornirsi attraverso il normale fornitore. A tal riguardo, e dato che nei tempi passati si è assistito a molte risse tra commercianti vari, è stato fissato il numero massimo di pezzi acquistabili per persona (o meglio per scontrino). Uno di questi commercianti ha messo su una vera e propria “sceneggiata” facendo accorrere finanche il direttore del P.V. in quanto voleva acquistare più prodotti di quanti ne erano concessi. Dopo diversi minuti di “urla e scene” il direttore ha deciso di non chiamare la forza pubblica esterna e di autorizzare la vendita. Si, dovete sapere che, quando vi sono i limiti sui pezzi acquistabili, i registratori di cassa vengono programmati per quel numero e la cassiera non può far uscire più pezzi del programmato per ogni scontrino.
Inutile dire che i sistemi per portare fuori più pezzi esistono e vengono molto spesso utilizzati (più persone e quindi più scontrini; Acquisto numero massimo di pezzi, uscita, rientro ed acquisto nuovo quantitativo massimo di pezzi; altri sistemi molto ingegnosi…).
Il commerciante ha acquistato la sua merce, è uscito ed io sono andato a prendere un caffè al bar per poter prendere appunti per questo articolo.
Al ritorno ho assistito ad una nuova scena, questa volta molto più “rissosa” dello stesso commerciante che era rientrato per acquistare nuovamente prodotti.
Inutile dire che questa volta il direttore ha dovuto necessariamente far intervenire le forze dell’ordine che hanno scortato il “simpatico” commerciante fuori dai locali del supermercato.
Queste due “scenette” mi hanno fatto porre due domande:
1) Esistono leggi che permettono ad un P.V. di fissare un numero massimo di prodotti per Cliente? Cosa ne pensa a riguardo il Garante?
2) Se io rientro e riesco possono negarmi l’acquisto di prodotti solo perchè mi conoscono (considerando che pago normalmente la mia spesa)?
Quali soluzioni a queste domande? qualcuno ne sa qualcosa?
Io mi informerò.
Alla prossima
Rispettiamo l’ambiente e curiamo le tasche
Pubblicato da admin
prendendo spunto dal decalogo stilato dalla Coldiretti in occasione dell’EARTH DAY ho considerato che la scelta di alcune “pratiche” nel fare la spesa possono salvare capri e cavoli o meglio ambiente e tasche.
Il decalogo della Coldiretti detta:
1. Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;
- Si perchè oltre a causare inquinamento dovuto dall’emissione di CO2 nella fase di trasporto, non subiscono l’aumento dovuto, appunto, dal trasporto ma anche dalla manodopera aggiuntiva per il trasporto. Infine essendo prodotti locali sappiamo cosa mangiamo!
2. scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;
- Il forte consumo di Energia, sappiamo che non è una cosa buona per l’ambiente e quindi per il pianeta ma neanche per le nostre tasche. Chi pensate paghi la conservazione dei prodotti e l’energia consumata? Avete mai fatto un confronto fra frutta di stagione e fuori stagione? Lo so che è bello mangiare il frutto preferito per tutto l’anno ma a quali costi? prima di acquistare frutta e/o non di stagione, pensate a cosa ne permette l’esistenza sugli scaffali dei supermercati.
3. ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;
- Potrebbe essere l’ideale; purtroppo in Italia, specie nel centro Sud non esistono mentalità di questo genere anche se di terre e coltivatori diretti ve ne sono molti; E’ certo che i passaggi di mano aumentano il costo del prodotto, fanno girare l’economia ma svuotano le nostre tasche.
4. privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi;
- A chi interessa se la frutta è venduta con o senza imballaggi? a noi di certo no! alla produzione ed alla vendita un pò di più. Acquistiamo, a volte, frutta o verdura confezionata magari anche in “vaschette” che poi buttiamo via una volta tornati a casa (o comunque dopo che abbiamo consumato l’alimento). Questa cosa da un lato inquina dall’altro ci costa (e ci costa anche molto). Fate un poco il calcolo dell’incidenza del costo del confezionamento sul prodotto finale…
5. acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;
- Anche qui la cosa non si fa molto semplice; dipende anche dall’utilizzo che si fa del prodotto che si acquista (anche perchè molte volte specie quando sono in offerta, molti prodotti non hanno scadenze a lunghissimo tempo). E’ chiaro che le confezioni famiglia fanno di molto risparmiare sulla spesa (almeno su base mensile) ma a volte, poi, si rischia di buttare una parte del prodotto in quanto scaduto oppure andato in deterioramento.
6. fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;
- Beh potrebbe essere la soluzione; Al Nord Italia questo avviene già in molti casi; Centro e Sud Italia hanno qualche piccolo problema. Di certo non aiutano le Associazioni di consumatori che, oltre a salvaguardare i diritti dei consumatori, potrebbero anche organizzare gruppi di spesa almeno tra i propri iscritti.
7. riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;
- Questa è una nota particolare. Avete mai fatto caso che a volte si va in un supermercato particolare per risparmiare pochi euro sulla spesa totale per poi ritrovarsi a pagare 5 centesimi una busta? Ho sempre considerato la cosa assurda anche perchè con tutto ciò che intascano i supermercati, potrebbero anche darle gratis. Qualche supermercato lo fa, a dire il vero, anche se le buste sono tanto fragili che non possono essere riutilizzate. Consideriamo anche il fatto che costa più un sacchetto per la raccolta dei rifiuti che un sacchetto dei supermercati perciò… Fatevi furbi!
8. ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;
- Per questo punto vi è da dire che gli elettrodomestici di classe “A” (quelli a più basso consumo energetico) costano un pò di più ma è un valido investimento sui consumi futuri. Elettrodomestici vecchi o di classe diversa possono essere ancora validi per l’utilizzo ma a conti fatti hanno una forte incidenza sulle “bollette” dell’Energia. Certo non è molto facile cambiare tutti gli elettrodomestici di casa ma almeno consideriamo che un corretto utilizzo, oltre a favorire l’ambiente, favorisce anche le tasche.
9. evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di plastica che consumano energia e inquinano l’ambiente;
- Si, corretto, almeno in parte. Se non servo con piatti di plastica, però, utilizzo acqua (altra risorsa che inizia a scarseggiare) detersivi (anch’essi inquinanti) e nel caso particolare delle lavastoviglie, consumo anche l’energia. Se a questo aggiungiamo che sono pratici e veloci beh sarebbe da fare 2 conti.
10. fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.
- Questo a poco a che fare con le tasche, a meno che l’Italia non si organizzi per fare in modo da diminuire la tassa sui rifiuti per favorire la raccolta differenziata. Comunque è un segno di civiltà. Questo significa rispettare noi, gli altri e la natura.
Come avete notato, anche se l’articolo è stato scritto in occasione dell’ EARTH DAY è possiile prendere spunti anche per la spesa di tutti i giorni (uhm… per la vita di tutti i giorni)
Ciao
Il giorno della spesa
Pubblicato da admin
E’ sabato mattina, dopo una intensa settimana di lavoro cosa si fa oggi? pensiamo e ripensiamo e visto che partire oer il Week End non è possibile decidiamo di unire l’utile al dilettevole. Usciamo ed andiamo a fare una “passeggiata” nel più vicino centro commerciale così facciamo anche la spesa e portiamo a divertire i bambini.
Non conosco la percentuale ma immagino che in molte famiglie si verifichi questa situazione. Nulla da ridire sulla scelta del sabato mattina, se non abbiamo problemi di alcuna sorta (e parlo di buona economia e nessuna necessità di ottimizzare i costi. Senza neanche rendervene conto siete all’interno della ragnatela della Grande Distribuzione Organizzata. Grandi centri commerciali in cui è possibile trovare di tutto a partire dallo spazio “giostre” per i vostri bambini a finire al rilassante ristorante per evitare di cucinare a casa; prima di mangiare (ma anche dopo) è doveroso andare a fare la spesa almeno per la settimana altrimenti durante la settimana è stressante fare la spesa dopo il lavoro o nella “pausa pranzo”.
Quella descritta, è la soluzione meno adatta per affrontare il “giorno della spesa”. Sembra strano ma neanche uno dei punti elencati sono a nostro favore.
Se decidiamo di andare a fare la “passeggiata” e portare i bambini alle giostre meglio andare in un parco pubblico; per il ristorante, beh la scelta è molto vasta ed in molti luoghi si mangia meglio che all’interno di un centro commerciale. Fare la spesa è un’altra storia.
Non parliamo, poi, del portare i bambini con se; “tutti ma non i bambini quando si fa la spesa”.
La spesa prima o dopo il pranzo? Indifferente è errato in entrambi i casi.
Se abbiamo l’obiettivo di fare una “Spesa intelligente” dobbiamo seguire altre strade, dobbiamo decidere di fare la spesa. Come? Io dico la mia, voi ditemi cosa ne pensate.
Il giorno della spesa è un giorno molto particolare, è il giorno in cui combattiamo con i sistemi della GDO e dobbiamo cercare di portare tutto a nostro beneficio. Dico “cercare” perchè non sempre è possibile ed il più delle volte non riusciremo a sconfiggere il sistema ma almeno non rimarremo sconfitti in pieno.
La prima cosa da fare è decidere di andare a fare la spesa. Dove? beh questo dipende da momento a momento. per trovare il posto “più” adatto è necessario fare una delle seguenti attività (potrebbe portare via una mezz’ora ma andare a vostro beneficio):
- Preparate una lista delle cose che vi occorrono in casa (fatto?!)
- Prendete tutti i volantini cartacei che vi sono arrivati nella cassetta della posta
- controllate volantino per volantino i prodotti che sono presenti e se combaciano con ciò che vi occorre segnate il prezzo al fianco del prodotto nella lista
- per i volantini che vi mancano potete consultare i volantini presenti sul WEB (La maggioranza delle catene ne possiede uno) e l’elenco lo potete trovare su questo sito oppure se siete nella regione lazio a questo indirizzo.
- alla fine avrete un elenco di possibili punti vendita dove andare con il totale della spesa il posto più adatto dove fare la spesa basta osservare dove il costo totale è minore, ed il mistero è risolto.
Prima dicevo che è molto difficile sconfiggere il sistema ed ora vi spiego il perchè.
Sarà molto difficile trovare tutti i prodotti elencati nella lista in una sola catena di supermercati; a questo punto bisognerà fare un calcolo aggiuntivo cioè:
- Controllare in quale catena di supermercati è presente il numero maggiore di prodotti
- Definire approssimativamente il tempo (quindi costo auto, costi aggiuntivi) per raggiungere il luogo
In questo modo avrete trovato il luogo più adatto per la spesa (non di certo il migliore in assoluto).
Una cosa molto importante è definire le date di inizio e fine della promozione in quanto se la data di fine offerta è molto vicina o la data di inizio offerta è molto lontana, potreste non trovare tutti i prodotti elencati in volantino ed i vostri calcoli potrebbero essere falsati.
Per quanto riguarda i bambini… meglio che stiano a casa con i nonni
perchè? beh ne parliamo un’altra volta.
Ciao
Quando l’offerta sparisce
Pubblicato da admin
Quante volte siamo andati al supermercato per acquistare un prodotto particolare ed abbiamo notato che tale prodotto era terminato? beh a me è successo molte, molte volte.
Il bello è che accade sempre sulle offerte migliori allora qual è il problema? Il problema è che la quantità di prodotto non è per nulla adeguata al numero stimato di persone che acquistano in quel punto vendita la struttura lo sa bene e il rifornimento del prodotto sullo scaffale avviene in maniera molto strategica. Quelle offerte vengono definite “di richiamo” nel senso che il consumatore viene richiamato a recarsi in quella particolare catena per acquistare un prodotto a buon prezzo e poi deciderà di acquistare anche tutto il resto; il problema è che a volte acquista solo tutto il resto e torna a casa senza il prodotto. Ho provato a recarmi presso il magazzino o da qualche addetto al posizionamento oltre che al punto informativo ma la risposta è sempre stata molto evasiva “Bisogna chiedere al magazzino” oppure “il prodotto è terminato”.
Il volantino del supermercato, riporta soltanto l’offerta del prodotto ma non il numero di pezzi presenti in un particolare punto vendita; qualcuno lo indica a livello nazionale ma la cosa avviene soltanto (almeno per il momento) per prodotti “Tecnologici” (Se prendete un volantino di Mediaworld ve ne accorgerete). L’ultima volta, però, mi è capitato di notare una grande tabella all’ingresso del supermercati in cui riportava la quantità di prodotti in offerta presenti nel punto vendita ma ormai ero arrivato e difficilmente si torna indietro anche se si nota che la quantità è poca in quanto si ha sempre la speranza di trovare il prodotto.
Nella stessa giornata mi è capitata un’altra strana cosa: Il supermercato aveva in offerta un prodotto in confezione da 4 pezzi ad un prezzo abbastanza buono; mi sono recato presso lo scaffale ed ho trovato solo i prodotti in confezione singola. Ne ho preso 4 pezzi e mi sono recato alla cassa per vedere se il prezzo era quello dell’offerta; la cassiera mi ha detto che doveva “Passare” tutti i 4 prodotti per vedere se c’era lo sconto” allora ho fatto 2 acquisti diversi, uno con i quattro pezzi e l’altro con il resto della spesa a patto che la cassiera mi facesse annullare lo scontrino in caso di discordanza di prezzo con l’offerta. Ho avuto la brutta notizia che lo stesso prodotto, per la stessa quantità acquistata mi veniva venduto ad un prezzo diverso se non acquistavo la confezione intera. La risposta è stata “Ci sono altri codici”; questo vuol dire che uno stesso supermercato può vendere uno stesso prodotto (per quantità) ad un prezzo diverso? La cosa è alquanto strana. Inutile dire che non ho acquistato il prodotto.
Questa è soltanto unoa delle disavventure che è possibile avere all’interno dei supermercati per cui vi consiglio di “Farvi furbi” e pretendere sempre i vostri diritti quando fate la spesa.
Vita nei supermercati
Pubblicato da asoft
Fare la spesa ai supermercati, oggi diviene sempre più un’”Arte” e comunque non è per niente semplice se si vuol farla bene.
Tutti noi facciamo la spesa ad un qualche supermercato almeno una volta alla settimana; quello che non tutti sanno, però, è che siamo sempre più vittima del “grande fratello”. Ogni nostro gesto, ogni nostra mossa viene registrata ed utilizzata a fini di marketing fino al punto che, con tecniche particolari, i supermercati riescono a condizionare il nostro modo di fare la spesa.
Il modo per sfuggire a questi condizionamenti è quello di fare la spesa come una vera attività e non soltanto per acquistare un prodotto o un altro prodotto; dobbiamo, insomma, combattere il sistema di condizionamento degli acquisti.
In questo primo articolo, cercherò di mettere in guardia i Clienti dei supermercati (senza distinzione, tutti adoperano sistemi simili se non uguali) da alcuni piccoli trucchi praticati per guidarvi verso una spesa “condizionata”.
Un primo elemento da considerare è il posizionamento di prodotti per bambini; questi prodotti sono posti sempre in una posizione “bassa” in modo da poter essere presi anche dai bambini che, attirati da immagini conosciute (cartoni animati o altro) ed a vostra insaputa, inseriscono il prodotto nel carrello. Sempre relativamente al posizionamento possiamo notare la disposizione di alcuni prodotti in posizione più o meno visibile facendo si che l’occhio cada e la mano afferri il prodotto che la struttura intende vendere maggiormente rispetto agli altri.
Un esempio sono i prodotti posti alle casse. Questi prodotti sono posti in posizione molto strategica sia per i bambini che per le persone adulte; piccoli prodotti dal costo poco oneroso che il Cliente acquista senza neanche rendersene conto (specie se la spesa viene fatta prima dei pasti ed in orari in cui si è soliti mangiare). Questo elemento potrebbe essere preso in considerazione da quelle persone che si recano al supermercato in “Pausa pranzo” e prima di aver mangiato. A queste persone possiamo solo consigliare di invertire il pranzo con la spesa anche se questo possa recare qualche fastidio in più. Si sa che fare la spesa dopo pranzo è molto più faticoso (in genere ci si vuole rilassare oppure riposare un po’ quando è possibile); beh questa cosa è risaputa da chi fa Marketing per cui bisogna evitare che si faccia la spesa con lo stimolo dell’”appetito”.
Quando non riescono a condizionarci prendendoci “per la gola”, i supermercati utilizzano tanti altri piccoli trucchi che è utile conoscere per farvi acquistare prodotti non desiderati o comunque farvi spendere più del dovuto; anche quando si parla di “offerte speciali” oppure di “Sottocosto”.
Iniziamo con il dire che uno stesso prodotto può essere venduto ad un prezzo molto superiore del normale solo perché è presentato in maniera diversa (Verdura lavata e tagliata, oppure prodotti pronti per essere cotti) che anche se rendono più facile la preparazione, hanno uno scompenso di prezzo molto alto. In questo caso vi consigliamo di osservare molto attentamente il prezzo al chilo e confrontarlo con prodotti normali e non pretrattati.
Questo non vuol dire che non bisogna acquistare prodotti pronti per l’uso o particolarmente elaborati, solo che bisogna verificare che effettivamente sia una scelta nostra e non un sistema per condizionarci all’acquisto.