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Far bene la spesa fa bene alle tasche

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I prodotti a lunga scadenza (Parte 1)

Continuiamo il discorso delle “Scorte” considerano i prodotti a lunga scadenza, quindi quelle tipologie di prodotti che per loro caratteristica hanno una scadenza di oltre i sei mesi.

Una scadenza di almeno 6 mesi (ovviamente dalla data di acquisto) è già un buon prodotto per le scorte. In questa tipologia di prodotti possiamo inserire ad esempio:

  • La pasta
  • il Tonno
  • i Dadi per il brodo
  • La marmellata
  • Olio D’Oliva

Ma anche prodotti come

  • Ketchup
  • Alcuni tipi di biscotti
  • La farina

e soprattutto pomodori passati e pelati (in genere venduti in lattina ed in vetro; quelli in cartone non saprei)

L’elenco non è completo, sarà aggiornato man mano in questo stesso articolo; comunque bisogna notare che tra i vari prodotti elencati ve ne sono alcuni per i quali è necessario un buon sistema di conservazione (In genere bastano ambienti poco umidi e non molto caldi) altri prodotti, anche se si conservano a lungo, una volta aperti vanno consumati in tempi ragionevoli e mantenuti in frigorifero (di solito è scritto sulle confezioni).

Altro elemento da considerare per determinati prodotti (es. marmellata, biscotti ma anche altri non elencati) è il tempo di esaurimento del prodotto una volta aperto. Se questo tempo è molto elevato, il prodotto anche se conservato nella giusta maniera potrebbe subire qualche variazione (anche senza andare in deperimento).

L’errore che in qualche caso si fa ad esempio, è quello di acquistare pacchi di biscotti di formato molto grande (2,3…5 kg) e tenerli aperti nel mobile di cucina per un periodo lungo. Quello che succede in questi casi è che il biscotto anche se mantiene il suo stato di qualità, va incontro ad una variazione di consistenza (diviene di solito molle). Noi pensiamo che il prodotto non sia più buono ma in realtà è solo non più “fresco” in realtà possiamo continuare a mangiarlo senza problemi ma di solito vanno buttati via.

Con questo voglio dire che le scorte vanno sicuramente commisurate ai consumi anche per i prodotti a lunga scadenza. Bisogna definire che una volta aperti vanno consumati nel minor tempo possibile.

Questa non è una situazione che va a nostro favore in quanto la maggior parte delle offerte sono su formati molto grandi per cui potrebbe essere difficile trovare un pacco di biscotti in formato piccolo a buon prezzo mentre facilmente troviamo un pacco di biscotti da 5 Kg in offerta.

Una soluzione al problema potrebbe essere quella di conservare una parte del prodotto in buste di plastica dalle quali facciamo uscire tutta l’aria (simulando un sottovuoto) o meglio ancora utilizzare macchinette apposite per la realizzazione del sottovuoto.

In genere questa soluzione lascia freschezza al prodotto come quando è all’interno della confezione prima dell’apertura.

Chiudo qui la prima parte di questo articolo.

Alla prossima

Plastica, carta e prodotti non deperibili

Continuando sull’argomento delle scorte, abbandonando per ora il problema del ritorno dell’offerta, soffermiamoci su alcuni prodotti che sicuramente possono essere oggetto di scorte.

Alcuni prodotti, data la loro proprietà di “Non deperibilità” possono essere tranquillamente acquistati anche in quantità elevate (specie se le offerte sono molto convenienti).

Piatti, bicchieri e tovaglioli di carta sono prodotti che, se utilizzati, in una casa sono sempre acquistati, occupano uno spazio abbastanza ristretto e se mantenuti in luoghi non molto umidi non hanno problemi di conservazione.

Questi prodotti non scadono, non cambiano nel tempo e non hanno diverse profumazioni o aromi per cui una volta trovato il prodotto che soddisfa le nostre esigenze (in realtà qualche differenza esiste ma ne parliamo in altro articolo) è possibile anche acquistare “Cartoni” di prodotto (sempre se la situazione economica del momento lo permette e la percentuale di risparmio è soddisfacente).

Anche la carta igienica risponde al principio della “Non deperibilità” ma in questo caso lo spazio occupato è maggiore per cui ci occorre anche un discreto spazio per contenere le scorte.

Altri prodotti che hanno la caratteristica di non essere deperibili sono ovatta, garze, cerotti ecc… ma questi prodotti difficilmente li troviamo in offerta e per lo più speriamo di non averne bisogno quindi (anche per scaramanzia) evitiamo di acquistarne in grande quantità.

Un buon esercizio potrebbe essere quello di elencare (anche su un semplice foglio di carta) tutti i prodotti che utilizziamo più di frequente e che hanno la caratteristica della “Non deperibilità” in modo da definire quelli utili per effettuare le scorte e mettersi alla ricerca di una buona offerta.

Alla prossima

Quando l’offerta sparisce

Quante volte siamo andati al supermercato per acquistare un prodotto particolare ed abbiamo notato che tale prodotto era terminato? beh a me è successo molte, molte volte.

Il bello è che accade sempre sulle offerte migliori allora qual è il problema? Il problema è che la quantità di prodotto non è per nulla adeguata al numero stimato di persone che acquistano in quel punto vendita la struttura lo sa bene e il rifornimento del prodotto sullo scaffale avviene in maniera molto strategica. Quelle offerte vengono definite “di richiamo” nel senso che il consumatore viene richiamato a recarsi in quella particolare catena per acquistare un prodotto a buon prezzo e poi deciderà di acquistare anche tutto il resto; il problema è che a volte acquista solo tutto il resto e torna a casa senza il prodotto. Ho provato a recarmi presso il magazzino o da qualche addetto al posizionamento oltre che al punto informativo ma la risposta è sempre stata molto evasiva “Bisogna chiedere al magazzino” oppure “il prodotto è terminato”.

Il volantino del supermercato, riporta soltanto l’offerta del prodotto ma non il numero di pezzi presenti in un particolare punto vendita; qualcuno lo indica a livello nazionale ma la cosa avviene soltanto (almeno per il momento) per prodotti “Tecnologici” (Se prendete un volantino di Mediaworld ve ne accorgerete). L’ultima volta, però, mi è capitato di notare una grande tabella all’ingresso del supermercati in cui riportava la quantità di prodotti in offerta presenti nel punto vendita ma ormai ero arrivato e difficilmente si torna indietro anche se si nota che la quantità è poca in quanto si ha sempre la speranza di trovare il prodotto.

Nella stessa giornata mi è capitata un’altra strana cosa: Il supermercato aveva in offerta un prodotto in confezione da 4 pezzi ad un prezzo abbastanza buono; mi sono recato presso lo scaffale ed ho trovato solo i prodotti in confezione singola. Ne ho preso 4 pezzi e mi sono recato alla cassa per vedere se il prezzo era quello dell’offerta; la cassiera mi ha detto che doveva “Passare” tutti i 4 prodotti per vedere se c’era lo sconto” allora ho fatto 2 acquisti diversi, uno con i quattro pezzi e l’altro con il resto della spesa a patto che la cassiera mi facesse annullare lo scontrino in caso di discordanza di prezzo con l’offerta. Ho avuto la brutta notizia che lo stesso prodotto, per la stessa quantità acquistata mi veniva venduto ad un prezzo diverso se non acquistavo la confezione intera. La risposta è stata “Ci sono altri codici”; questo vuol dire che uno stesso supermercato può vendere uno stesso prodotto (per quantità) ad un prezzo diverso? La cosa è alquanto strana. Inutile dire che non ho acquistato il prodotto.

Questa è soltanto unoa delle disavventure che è possibile avere all’interno dei supermercati per cui vi consiglio di “Farvi furbi” e pretendere sempre i vostri diritti quando fate la spesa.

Vita nei supermercati

Fare la spesa ai supermercati, oggi diviene sempre più un’”Arte” e comunque non è per niente semplice se si vuol farla bene.

Tutti noi facciamo la spesa ad un qualche supermercato almeno una volta alla settimana; quello che non tutti sanno, però, è che siamo sempre più vittima del “grande fratello”. Ogni nostro gesto, ogni nostra mossa viene registrata ed utilizzata a fini di marketing fino al punto che, con tecniche particolari, i supermercati riescono a condizionare il nostro modo di fare la spesa.

Il modo per sfuggire a questi condizionamenti è quello di fare la spesa come una vera attività e non soltanto per acquistare un prodotto o un altro prodotto; dobbiamo, insomma, combattere il sistema di condizionamento degli acquisti.

In questo primo articolo, cercherò di mettere in guardia i Clienti dei supermercati (senza distinzione, tutti adoperano sistemi simili se non uguali) da alcuni piccoli trucchi praticati per guidarvi verso una spesa “condizionata”.

Un primo elemento da considerare è il posizionamento di prodotti per bambini; questi prodotti sono posti sempre in una posizione “bassa” in modo da poter essere presi anche dai bambini che, attirati da immagini conosciute (cartoni animati o altro) ed a vostra insaputa, inseriscono il prodotto nel carrello. Sempre relativamente al posizionamento possiamo notare la disposizione di alcuni prodotti in posizione più o meno visibile facendo si che l’occhio cada e la mano afferri il prodotto che la struttura intende vendere maggiormente rispetto agli altri.

Un esempio sono i prodotti posti alle casse. Questi prodotti sono posti in posizione molto strategica sia per i bambini che per le persone adulte; piccoli prodotti dal costo poco oneroso che il Cliente acquista senza neanche rendersene conto (specie se la spesa viene fatta prima dei pasti ed in orari in cui si è soliti mangiare). Questo elemento potrebbe essere preso in considerazione da quelle persone che si recano al supermercato in “Pausa pranzo” e prima di aver mangiato. A queste persone possiamo solo consigliare di invertire il pranzo con la spesa anche se questo possa recare qualche fastidio in più. Si sa che fare la spesa dopo pranzo è molto più faticoso (in genere ci si vuole rilassare oppure riposare un po’ quando è possibile); beh questa cosa è risaputa da chi fa Marketing per cui bisogna evitare che si faccia la spesa con lo stimolo dell’”appetito”.

Quando non riescono a condizionarci prendendoci “per la gola”, i supermercati utilizzano tanti altri piccoli trucchi che è utile conoscere per farvi acquistare prodotti non desiderati o comunque farvi spendere più del dovuto; anche quando si parla di “offerte speciali” oppure di “Sottocosto”.

Iniziamo con il dire che uno stesso prodotto può essere venduto ad un prezzo molto superiore del normale solo perché è presentato in maniera diversa (Verdura lavata e tagliata, oppure prodotti pronti per essere cotti) che anche se rendono più facile la preparazione, hanno uno scompenso di prezzo molto alto. In questo caso vi consigliamo di osservare molto attentamente il prezzo al chilo e confrontarlo con prodotti normali e non pretrattati.

Questo non vuol dire che non bisogna acquistare prodotti pronti per l’uso o particolarmente elaborati, solo che bisogna verificare che effettivamente sia una scelta nostra e non un sistema per condizionarci all’acquisto.